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ISBN: 978-88-7848-503-7
Anno: 2009
Prezzo: € 10,00 [ Acquista ora ]
LietoColle - Collana Erato
... una sorta di attraversamento, un andare da un capo all'altro delle cose attraverso le parole, perché le parole qui sono non solo ciò che il nostro viandante ci vuole trasmettere, ma anche la zattera di senso e significato che trasborda. [...]
Sostare tra queste pagine è come assistere allo svolgersi di una piccola grande storia poetica, universale in quanto quotidiana, dove la vicenda individuale si diluisce in quella di tutti. Quella di Marco è una prova, una buona prova, di inventare una gioia su misura, la propria poesia, che nella sua riuscita traghetta da sé all'altro tramite la lettura.
dalla prefazione di Anna Toscano
Sedici Marzo Settantotto
Quattro lettere il nome
e quattro il cognome.
Anche la città,
teatro della vicenda,
sempre e solo quattro lettere.
Solo il destino non più
da pace a inferno.
Nella strada cinque corpi
quattro avieri, una donna
e quattro falchi.
Nove i comunicati
e tante le verità
nascosta la più vera.
E fra tanti segreti
ancora il destino
a cambiare
quelle quattro lettere
da vita, a morte.
Scrivere di te
Scrivere di te,
senza avere traccia,
odore e labbra
da cercare.
La notte
il pensiero
resta accanto,
da che parte starai?
È che non lo sai,
ma oggi ti ho vista
(i sogni, a volte,
hanno respiri di vita).
E quel sorriso distratto
è una minaccia.
Perché dentro
qualcosa nasce.
E la forma
è un soffio di pace.
Verde
La pagina ha un altro colore.
Non più bianco di nuvole
ma verde di terra.
E il blu che sopra scrive
è un gesto del cielo
un piccolo aratro
che lascia segni e unisce parole.
E tutto continua a parlare di te.
Gocce
Un lampo.
E dal cielo lacerato
gocce.
Un rumore sordo
e ancora gocce.
Io vago su di lei
strada piena di curve
gallerie ponti
pensieri sconnessi
e parole d'amore.
Io su di lei
e fuori un lampo.
E dal suo ventre richiuso
gocce
e fulgido il sapore.
In volo
Vorrei regalare al cielo
il colore dei tuoi occhi
fragili di vita
anima di un canto
che si alza in volo
per riempire di luce
queste vecchie strade vuote.
I ricordi della Senna
Forse un amore
spezzato all'imbrunire
qualche vita
strappata da un ramo
un paio di scarpe rotte
due anticoncezionali usati
bottiglie di plastica
e poco più lontano, Parigi.
Marco Annicchiarico, 1973, nasce e vive a Milano, dove negli anni si adatta al precariato. Tra le sue passioni più grandi, c'è la musica, ascoltata, suonata, immaginata, leggere, scrivere, far ridere e confondere le trame e i personaggi dei film che guarda.
LietoColle ha già pubblicato alcune sue liriche in antologie uscite nel corso degli anni duemila (Clandestini, Il Segreto delle Fragole, Stagioni).
Nel 2006 ha partecipato al Laboratorio Verso di Nicola Gardini, incontro che ha cambiato in qualche modo la sua visione della poesia ed è stato finalista del Premio di Poesia Gerardino Romano.
Nel 2007, insieme a Giacomo Rabiti, ha curato e prodotto un cd tributo a Vinicio Capossela, con la collaborazione di diciotto artisti del panorama indipendente italiano. Il ricavato è stato devoluto all'Amref per la costruzione di un pozzo in Africa.
Fotografie di Anna Toscano ©
In copertina: "e poco più lontano" Lisbona 2007;
all'interno: "in campo" Venezia 2007.
E' uscito il tributo a Vinicio Capossela.
Sarà disponibile sul sito www.irancorosi.com/forum/ e il ricavato sarà devoluto all'Amref per costruire nuovi pozzi in Africa.

Ricordo che ti chiamavo ed era freddo, era autunno e temporale, ossigeno e partenza. Si arrivava alla fine che la mano ti tremava per i gesti (immaginati) e le parole.
"Ricorda", mi dicevi, "le promesse sanno essere di fuoco".
Io oggi ricordo. E quelle promesse hanno solo un sapore di vento
Il blog si prende una pausa. Buon quel che è a tutti :)
Fra le braccia
resta di te la forma
l’odore leggero
che piace al cuore
un misto di rose e vento
passione nata
come nascono i sogni
senza attendere altro
che un bacio
a riportare vita
lungo la strada
da La Zattera delle Parole
di Donato Di Poce
Oggi il mio cuore
È un cratere di luce
Bombardato dal dolore
Oggi il mio cuore
È un giardino di macerie senza nome.
Oggi le mie mani
Sono due torri spezzate dal vento
Due pagine di vetro
Dove alita il respiro dell’animale.
Oggi il cielo
È un balbettio di stelle insanguinate
Una pioggia di baci invisibili.
Domani dovrò ripensare il mondo
Se ci sarà ancora un mondo
Se avrò ancora un cielo dentro
Il libro è uscito da pochi giorni. L'autore al momento ha in programma due incontri:
Sabato 19 novembre 2005
ROMA: Libreria Odradek, via dei Banchi Vecchi 57 - Ore 17:30
La zattera delle parole, di Donato Di Poce (Campanotto Ed.)
Con Daniela Caldaroni, Giovanna Previti, Adriano Petta
Giovedì 19 gennaio 2006
MILANO: Ass.ne Casa della Cultura, via Borgogna 3 - Ore 18:00
La zattera delle parole, di Donato Di Poce (Campanotto Ed.)
Con Alberto Casiraghy, Arturo Schwartz

In questo preciso momento
Ci sono momenti in cui entri con prepotenza nella mente.
E allora devo parlarti. Devo sorridere e trovare le parole.
E poi, si tratta solo di scrivere, di raccontarti quelle favole, che non leggerai mai...
Nella carne
Nella mia carne
si muove lenta, gira
il dito nella piega.
No, non vuole svelare
cosa manca ad essere
guarito ora e per sempre.
Il verso è un gesto
che non riesce, che resta
fra le braccia e se dorme
il sonno è girato
dalla parte sbagliata
quella della tua carne
Non ricordo il nome.
Hai sorriso e mi hai detto di salire.
Forse in autunno le strade hanno altri colori.
Guidavi tu, nessuna destinazione, nessuna parola.
I sogni a volte durano poco.
Oggi ti ritroverò, e di te ancora non so niente
L'isola
La mia e la tua pazzia è la pazzia di un'isola
con tutto il vento contro e sulla schiena
che non importa neanche più
Quando ridi e corri e ridi
rimane lì sull'isola
con tutta l'acqua intorno che se remi ai fianchi
te ne vai con l'isola
e una busta bianca della spesa corre a diventare nuvola
e se tremi non importa tremo anch'io con te
che siamo pazzi in due
Ma se restassimo da soli
come squali imbalsamati
come uccelli migratori
senza avere più le ali
se restassimo da soli
sopra striscie di aeroplani
e sotto onde tutte uguali
senza mai poter tornare
forse piangeresti
per non poter tornare
forse moriresti
e ti lascerei tornare
forse
A volte credi anche per me
basterebbe un'isola
invece ho un grattacielo rovesciato
che corre a testa in giù
e dopo tutto il mondo attraversato
c'è una lampadina blù
e una busta della spesa vola a diventare nuvola
e se tremi non importa ballo anch'io con te
che siamo pazzi in due
(Pinomarino)
In viaggio. Da qualche parte si arriva sempre.
Magari proprio su un'isola...
In volo
Vorrei regalare al cielo
il colore dei tuoi occhi,
fragili di vita,
anima di un canto
che si alza in volo
per riempire di luce
queste vecchie strade vuote